mercoledì 10 luglio 2013

Come addestrare il nostro cervello a leggere in maniera più rapida ed efficace: le Tecniche di Lettura Veloce.



Le tecniche di lettura veloce sono un insieme di metodi che possono insegnarci, non solo, a scorrere un testo due o tre volte più rapidamente del normale, ma sopratutto, a migliorarne la comprensione.
Il nostro cervello, una volta allenato, sarà quindi in grado di riconoscere a colpo d'occhio il nuovo contenuto da assimilare, evitando di perdere tempo con ciò che sono informazioni già possedute e quindi da tralasciare.
Per fare ciò dobbiamo insegnare al nostro cervello a leggere in una maniera diversa rispetto a quella a cui siamo sempre stati abituati.

Esistono diversi metodi di insegnamento per addestrare il nostro cervello, ma le caratteristiche principali comuni a tutte le scuole sono:
           
  • L'ambiente ideale per la lettura è illuminato da luce naturale, la posizione migliore è sicuramente non da sdraiati, ma seduti a un tavolo, possibilmente con un leggio.
  • Per aumentare la velocità di scorrimento del teso, bisogna sviluppare i muscoli oculari.
Esattamente come qualunque esercizio fisico più ti alleni, più migliori, meno ti alleni, meno ottieni risultati.
Spesso durante la lettura ci rendiamo conto che il nostro cervello, prendendo spunto da una parola del testo, ha inconsciamente divagato, portando il nostro pensiero così lontano dalla lettura che stavamo facendo, che ne abbiamo completamente perso il senso. Studiando le tecniche di lettura veloce invece ci accorgeremo che, scorrendo più rapidamente gli occhi sulla pagina, il nostro cervello non ha tempo di distrarsi e quindi non solo non divagherà, ma la nostra concentrazione su ciò che stiamo leggendo verrà sensibilmente aumentata.
  • Fondamentale è allenare il cervello ad abbandonare la regressione e la ripetizione mentale del testo.
Un'altra abitudine comune che rallenta di molto la lettura è quella di tornare indietro all'interno di una frase quando ci sembra di non comprendere un termine specifico. Le tecniche di lettura veloce ci insegnano invece ad andare sempre avanti, tralasciando i singoli termini, ma cercando piuttosto di capire il significato nel suo contesto.

martedì 25 giugno 2013

Imparare stimolando la memoria per immagini e associazioni: le mappe mentali



Le mappe mentali sono una forma di rappresentazione del pensiero teorizzata dal saggista inglese Tony Buzan: possono essere usate sia per memorizzare argomenti di studio che per prendere appunti personali in maniera creativa e facilmente leggibile.
Esse servono a stimolare la memoria e l'inventiva sia con le parole che attraverso i colori e le immagini, in questo modo viene permesso alle nostre attività mentali inconsce di esprimersi liberamente.

La caratteristica principale delle mappe mentali sono infatti i colori: per aiutarci a ricordare e a stimolare l'emisfero destro del nostro cervello (che è quello preposto alla fantasia e all'inventiva sia nell'ambito del cosciente che nel subconscio) è bene inserire all'interno della nostra mappa svariati disegni che attraverso il meccanismo evocativo ci aiuteranno a richiamare alla memoria più facilmente il significato dei vari elementi della mappa.


Nel disegnare una mappa mentale possiamo creare due tipi di connessioni: gerarchica o associativa. Le connessioni gerarchiche vengono chiamate “rami” e collegano un elemento a quello direttamente precedente. Le "associazioni" invece sono dei collegamenti che uniscono un elemento con un altro in un punto qualunque della mappa.
Nonostante la struttura generale della mappa sia di tipo gerarchico (dal centro si diramano gli argomenti subordinati) grande importanza hanno le connessioni associative perché sviluppano la nostra espressività cosicché tramite quelle frecce possiamo rappresentare delle associazioni mentali alternative prodotte in maniera inconscia.


Attualmente esistono software per computer e smartphone che posso aiutarci a creare queste mappe in maniera facile ed efficace, ma Buzan suggerisce di non smettere di disegnare le proprie mappe mentali anche su carta perché la manualità del gesto creativo aiuta a stimolare l'emisfero destro del nostro cervello.