Le mappe mentali sono una forma di rappresentazione del
pensiero teorizzata dal saggista inglese Tony Buzan: possono essere usate sia
per memorizzare argomenti di studio che per prendere appunti personali in
maniera creativa e facilmente leggibile.
Esse servono a stimolare la memoria e
l'inventiva sia con le parole che attraverso i colori e le immagini, in questo
modo viene permesso alle nostre attività mentali inconsce di esprimersi
liberamente.
La caratteristica principale delle mappe mentali sono
infatti i colori: per aiutarci a ricordare e a stimolare l'emisfero destro del
nostro cervello (che è quello preposto alla fantasia e all'inventiva sia
nell'ambito del cosciente che nel subconscio) è bene inserire all'interno della
nostra mappa svariati disegni che attraverso il meccanismo evocativo ci
aiuteranno a richiamare alla memoria più facilmente il significato dei vari
elementi della mappa.
Nel disegnare una mappa mentale possiamo creare due tipi di
connessioni: gerarchica o associativa. Le connessioni gerarchiche vengono
chiamate “rami” e collegano un elemento a quello direttamente precedente. Le
"associazioni" invece sono dei collegamenti che uniscono un elemento
con un altro in un punto qualunque della mappa.
Nonostante la struttura generale della mappa sia di tipo
gerarchico (dal centro si diramano gli argomenti subordinati) grande importanza
hanno le connessioni associative perché sviluppano la nostra espressività
cosicché tramite quelle frecce possiamo rappresentare delle associazioni
mentali alternative prodotte in maniera inconscia.
Attualmente esistono software per computer e smartphone che
posso aiutarci a creare queste mappe in maniera facile ed efficace, ma Buzan
suggerisce di non smettere di disegnare le proprie mappe mentali anche su carta
perché la manualità del gesto creativo aiuta a stimolare l'emisfero destro del
nostro cervello.